archivio

proibizionismo

Agevolare l’utilizzo e lo spaccio di sostanze stupefacenti. E’ questa l’accusa rivolta a Filippo Giunta, presidente dell’associazione Rototom, che è stato rinviato a giudizio dal Gup di Tolmezzo, Roberto Venditti, per violazione della legge Fini-Giovanardi. Il processo incomincerà nel giugno del 2012.

Luciano in concerto al Sunsplash

Tutto è nato dal blitz contro il consumo di marijuana compiuto nel 2009 a Osoppo (Udine) durante il festival reggae ‘Rototom Sunsplash”, in conseguenza del quale la più grande e importante  rassegna reggae d’Europa si e’ trasferita dal Friuli a Benicàssim (in Spagna). ”Non avremmo mai pensato – commenta Giunta – che il teorema persecutorio nei confronti del Rototom avrebbe retto fin qui. Purtroppo invece ci tocca constatare che oggi in Italia un’area enorme come il parco del Rivellino, che ha ospitato il festival con piu’ di 150 mila persone, puo’ essere paragonata a un locale pubblico e che l’avvalersi dell’assistenza di un pool di legali è una decisione presa per agevolare lo spaccio”.

Al presidente dell’associazione Rototom viene contestato l’art.79 della legge Fini-Giovanardi. Per tale dispositivo “chi adibisce o consente che sia adibito un locale pubblico o un circolo privato di qualsiasi specie a luogo di convegno di persone che ivi si danno all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope è punito, per questo solo fatto, con la reclusione da tre a dieci anni e con la multa da euro 3.000 ad euro 10.000”.

La decisione del festival di spostarsi in Spagna è spiegata sul sito del Sunsplash all’interno della sezione L’esodo. Secondo gli organizzatori “con il pretesto dell’art 79 della legge Fini-Giovanardi rinforzato negli atti da pericolose affermazioni che criminalizzano la cultura reggae e il rastafarianesimo, vogliono cancellare il Rototom Sunsplash, uno dei più importanti festival di musica e cultura d’Europa, luogo di aggregazione dove da sempre si pratica la pace e l’interscambio culturale. Si richia così di creare un pericoloso precedente che potrebbe andare a colpire non solo il movimento reggae ma anche tutti coloro che fanno attività culturale libera e aperta in Italia.  Diciamo no alla discriminazione religiosa, alla criminalizzazione della cultura reggae e del Rototom Sunsplash. Difendiamo il diritto di espressione, di coscienza e la libertà di pensiero. Affermiamo il nostro diritto ad esistere nella pace, la fratellanza e l’integrazione tra i popoli”.

La solidarietà al Sunplash è arrivata da numerosi esponenti della società civile, della scena musicale e della politica. Anche quella del consigliere regionale Pdl Alessandro Colautti, che durante una conferenza stampa telefonò agli organizzatori del festival dicendo che gli “dispiacerebbe perdere un’occasione di confronto e dibattito aperta come il Sunsplash, che negli ultimi anni ha fatto un salto di qualità prestandosi ad approfondimenti importanti su temi come ecologia e fine vita”.

Ma alla fine il Sunsplash se ne è andato.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: