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Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi, 1994

“Come si fa a non commuoversi in questo momento…
[applausi – dal pubblico: vai Silvio, forza Silvio, sei tutti noi!].
È un momento solenne, un momento intenso… [Dal pub­-
blico: Silvio, accendi la luce!] Forse il nostro Paese ha biso­-
gno davvero della luce della speranza e della fiducia… [ap­
plausi].
Mentre venivo qui, ho pensato che c’era un matto che
stava andando a incontrarsi con altri matti… [applausi – dal
pubblico: Silvio, Forza Italia!!! Altrimenti ci tocca scappare dal­
l’Italia…] Non credo, non credo… [applausi]… io credo che
in questa Italia ci resteremo, ma abbiamo deciso di restarci
come uomini liberi! [applausi]”.

Questo è l’inizio del primo discorso di Silvio Berlusconi, tenuto a Roma il 6 febbraio 1994, così come viene riportato sul sito del Pdl (il resto lo trovate qui).

Ma il suo cavallo di battaglia, più che il discorso, è sempre stato il video messaggio. Il primo venne trasmesso il 26 gennaio 1994 da Rete 4.

Secondo il Pdl uno dei principali meriti dei 18 anni di Brlusconi in politica è quello di aver “rivoluzionato la comunicazione politica e le campagne elettorali, utilizzando creativamente tutti gli strumenti di comunicazione per parlare direttamente ai cittadini, usando un linguaggio chiaro, semplice, diretto, concreto. L’esatto opposto del linguaggio opaco e autoreferenziale tipico della politica italiana fino al 1994″.

E 18 anni dopo il primo video messaggio ecco la svolta: “Il nuovo portale Pdl: la mia discesa in rete”. Ovvero “cerchiamo volontari digitali”. Se nei prossimi giorni facebook e twitter si riempiranno di pubblicità del Pdl, ecco il perché.

Silvio Berlusconi, 2012

Apple Lisa

L’Apple Lisa fu il primo personal computer della Apple Computer, Inc. ad avere un‘interfaccia grafica ed un mouse. Venne presentato il 19 gennaio del 1983. Tre anni prima Steve Jobs fu espulso dal team che lo stava progettando e si concentrò su un altro progetto. Un progetto piccolo, ma che in seguito ebbe un enorme successo: il Macintosh.

L’Apple Lisa costava 9.995 dollari e fu uno dei più grandi fallimenti commerciali della Apple.

 

David Bowie

David Bowie (vero nome David Robert Jones) nacque a Londra l’8 gennaio del 1947. La rivista Rolling Stone lo definisce un cantante folk, un androgino, un alieno, un decadente, un soul man dagli occhi blu, un artista del rock e una pop star.

Chi non l’ha mai ascoltato dovrebbe procurarsi immediatamente Hunky Dory.

Con il suo nome è stato battezzato un ragno malese, l’Heteropoda davidbowie .

Santo Stefano

Stefano venne linciato nel 36 dC a Gerusalemme, quando venne lapidato a furor di popolo. E’ stato il protomartire, cioè il primo cristiano a dare la vita per la propria fede. Stefano fu il primo dei sette diaconi scelti dagli Apostoli per far fronte alle numerose nuove conversioni dovute alla loro predicazione. Gli altri diaconi furono Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmenas e Nicola di Antiochia.

La lapidazione è un tipo di pena di morte per la quale il condannato viene ucciso attraverso il lancio di pietre. I condannati vengono avvolti in un sudario bianco. Se sono uomini vengono seppelliti fino alla vita, se sono donne fino al petto. Quindi, in genere con la partecipazione della folla, la vittima viene uccisa a sassate.

La lapidazione è ancora oggi presente nella giurisdizione di Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti,  Nigeria, Pakistan, Sudan, Yemen e nella provincia di Aceh in Indonesia, ma vine praticata anche in Somalia e Afganistan.

Piergiorgio Welby

Il 20 dicembre del 2006, dopo una lunga battaglia per l’eutanasia, Piergiorgio Welby riuscì a morire. Era malato di distrofia muscolare progressiva, una malattia altamente invalidante che gli era stata diagnosticata nel 1963, quand’era appena diciottenne. Welby respirava con l’ausilio di un ventilatore polmonare Eole 3xO, veniva nutrito con alimenti artificiali e parlava grazie a un computer e a un software. Ciononostante era Co-Presidente dell’Associazione Luca Coscioni e da anni si batteva per la libertà di ricerca scientifica e per l’eutanasia.

Cinque anni fa l’anestesista Mario Riccio esaudì la sua richiesta di interrompere l’uso del respiratore artificiale, considerato da Welby un insopportabile accanimento terapeutico.

Poche settimane prima di morire, Welby spedì una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. “Io -diceva- amo la vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico.

Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita – è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche.

Il mio corpo non è più mio … è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio estremo ma sono italiano e qui non c’è pietà“.

A causa del suo impegno per l’eutanasia, la Chiesa cattolica negò a Welby il funerale religioso. Come si legge nel comunicato stampa ufficiale, “In merito alla richiesta di esequie ecclesiastiche per il defunto Dott. Piergiorgio Welby, il Vicariato di Roma precisa di non aver potuto concedere tali esequie perché, a differenza dai casi di suicidio nei quali si presume la mancanza delle condizioni di piena avvertenza e deliberato consenso, era nota, in quanto ripetutamente e pubblicamente affermata, la volontà del Dott. Welby di porre fine alla propria vita, ciò che contrasta con la dottrina cattolica (vedi il Catechismo della Chiesa Cattolica, nn. 2276-2283; 2324-2325). Non vengono meno però la preghiera della Chiesa per l’eterna salvezza del defunto e la partecipazione al dolore dei congiunti”.

Il 23 luglio 2007 il Gup di Roma, Zaira Secchi, prosciolse definitivamente l’anestesista Mario Riccio dall’accusa di omicidio del consenziente, riconoscendo in questo modo il diritto del paziente a rinunciare alle cure e il dovere del medico di assecondare il malato.

Ciononostante, in Italia non esiste ancora un dibattito pubblico sull’eutanasia. Come diceva Welby, “ci vorrebbero silenziosi, ci vorrebbero costringere in un ruolo che non ci appartiene, ma noi ci faremo sentire, parleremo con le impersonali voci sintetiche offerteci dalla tecnologia, chiederemo, chiederemo, chiederemo… fino a quando, se non l’assordante silenzio di Dio, cesserà almeno l’ingiustificabile silenzio dell’Uomo.

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Le foto dello slideshow sono state scattate in Laos nel 2009 da Paola Di Bella.

Nonostante tuto il Laos è un posto stupendo. Il Partito Comunista Pathet Lao ha preso il potere il 2 dicembre del ’75 rovesciando il regime monarchico di Savang Vattana e istituendo la Repubblica Popolare Democratica del Laos (RPDL).

Il Laos ha il primato di essere il paese più bombardato nella storia dei conflitti: dal ’64 al ’73 gli Stati Uniti sgancairono 260 milioni di bombe sulla zona Est del paese. In Laos non esistono libertà di espressione, libertà religiosa e processi equi.

Tutt’oggi l’etnia Hmong è perseguitata. Come racconta Giulio Savina nel suo articolo “Laos: 35 anni di violazione dei diritti umani nascosta dal regime militare“, negli ultimi trent’anni “il governo comunista al potere di Pathet Lao sta continuando a decimare gli ultimi Hmong superstiti nascosti nella giungla e costretti a cibarsi di radici e piante. Se riescono a scampare al bersaglio dei militari, periscono di malattie e stenti. Gli attacchi sono sistematici e senza tregua. Donne, bambini e vecchi, se catturati dai militari, vengono sottoposti a stupri, sevizie e mutilazioni genitali. I più fortunati sono riusciti, attraversando il fiume Mekong, ad arrivare in Thailandia. Sono internati in campi profughi fatiscenti”.

Mario Monicelli

Un anno fa Mario Monicelli, uno dei pù importanti esponenti della commedia all’italiana, si suicidò gettandosi dal quinto piano dell’Ospedale San Giovanni a Roma. Lucio Magri, fondatore de Il Manifesto, si è da poco spento in Svizzera, dove ha scelto per il suicidio assistito.

Secondo buona parte del Parlamento e per la Chiesa cattolica l’eutanasia è uno dei cosiddetti “principi non negoziabili”. In Italia nel 2011 non esiste una discussione pubblica sulla regolamentazione dell’eutanasia.

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