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Archivio mensile:novembre 2011

Trieste sarà sempre più controllata: sono in arrivo le telecamere sugli autobus e verrà inasprita la lotta all’uso di alcol e stupefacenti. E’ questo quanto è emerso oggi in occasione della sottoscrizione del terzo patto per la sicurezza del territorio di Trieste, siglato da Federica Seganti, assessore regionale alle Attività produttive e Sicurezza, insieme ad Alessandro Giacchetti e Roberto Cosolini, prefetto e sindaco di Trieste.

Le telecamere di video sorveglianza verranno installate su una ventina di autobus della Trieste Trasporti. Un’operazione che secondo Federica Seganti servirà  a “dare un segnale a favore delle fasce deboli della popolazione e tenere sotto controllo le linee più affollate e quelle dove già sono stati riscontrati episodi di microcriminalità e di molestie”.
“Andando ad analizzare i temi ‘sensibili’ in relazione alla sicurezza urbana e territoriale – ha continuato la Seganti- abbiamo deciso di lavorare in particolare a favore della sicurezza di giovani e anziani”.

“Nel primo caso – ha spiegato – abbiamo integrato il protocollo sottoscritto con la Guardia di Finanza per il contrasto dell’uso di stupefacenti e alcol con tutta una serie di attività formative e l’incremento delle dotazioni delle Forze dell’ordine, e nel secondo abbiamo cercato di favorire la civile convivenza sugli autobus con l’installazione di telecamere che, auspichiamo, avranno anche un effetto deterrente”.

Per queste operazioni sono stati messi a disposizione oltre 200 mila euro: 126 mila euro saranno messi a disposizione per installare le telecamere sugli autobus, mentre i restanti 75.700 euro verranno gestiti dalla Prefettura per l’organizzazione di conferenze e corsi di aggiornamento e per l’acquisto delle nuove dotazioni. Nella Provincia di Trieste sono già stati spesi 400 mila euro per l’installazione di impianti di videosorveglianza presso gli istituti scolastici.

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Lucio Magri

Ecco le prime reazioni (fonte: Agi) di alcuni politici alla notizia del suicidio assistito di Lucio Magri.

Buttiglione: “su vita, famiglia e morte deve decidere lo Stato sovrano”.

Quagliarello: “non e’ possibile pretendere che scelte personali, che ritengo in contrasto con il diritto naturale, le compia lo Stato.

Rotondi: “onestamente non riesco a nascondere il rammarico per una scelta che non posso comprendere, ma della quale e’ opportuno non parlare per evitare che il dibattito ideologico si sovrapponga al doveroso omaggio che la democrazia italiana deve a questo protagonista assoluto della vicenda democratica italiana”.

Queste sono solo alcune delle persone a cui dobbiamo chiedere il permesso per morire.

Mario Monicelli

Un anno fa Mario Monicelli, uno dei pù importanti esponenti della commedia all’italiana, si suicidò gettandosi dal quinto piano dell’Ospedale San Giovanni a Roma. Lucio Magri, fondatore de Il Manifesto, si è da poco spento in Svizzera, dove ha scelto per il suicidio assistito.

Secondo buona parte del Parlamento e per la Chiesa cattolica l’eutanasia è uno dei cosiddetti “principi non negoziabili”. In Italia nel 2011 non esiste una discussione pubblica sulla regolamentazione dell’eutanasia.

Enzo Girolamo Castellari è un regista italiano. Autore cult, ha realizzato film di ogni genere, dal poliziottesco alla fantascienza, passando per spaghetti-western e avventura. Ultimamente ha vissuto un nuovo periodo di notorietà in quanto Quentin Tarantino si è ispirato alla sua pellicola Quel maledetto treno blindato per realizzare il film Inglorious Basterds.

Eccezionali i titoli scelti per le sue opere, come Ammazzali tutti e torna solo, La polizia incrimina, la legge assolve oppure Il cittadino si ribella. In questo video tratto da “Stracult” Castellari spiega proprio la tecnica con cui decideva i titoli dei suoi film.

Scene di apertura di Il cittadino si ribella (1974). Il film è ambientato nei bassifondi di Genova e le musiche sono di Guido e Maurizio De Angelis.

Quel maledetto treno blindato (1978), trailer.

Maggiorni informazioni su Enzo g. Castellari si trovano sul sito di Nocturno.

Un graffito a Derry (foto Diebmx)

Il 28 novembre del 1905 venne fondato da Arrtur Griffith il Sinn Féin (Noi stessi in gaelico). Il partito si batte da più di un secolo per l’indipendenza dell’Irlanda dal dominio britannico. Nel 1916 partecipò all’Insurrezione di Pasqua. Nel 1921 nacque lo Stato libero d’Irlanda, il quale però non comprendeva l’Irlanda del Nord. Questa soluzione fu accettata dalla maggioranza del partito, che fondò il Fianna Fail, mentre il Sinn Fein si avvicinò sempre di più alle posizioni dell’Irish Republican Army (ancor oggi il Sinn Fein vende online materiale relativo all’Ira). Gli europarlamentari del Sinn Féin sono membri del Gruppo Confederale della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica. L’Irlanda del Nord continua a far parte del Regno Unito, ma nel rugby c’è un’unica nazionale che comprende giocatori dell’Irlanda del Nord e della Repubblica d’Irlanda. Prima delle sue partite vine eseguito l’inno Ireland’s Call e solamente per le partite giocate nella Repubblica d’Irlanda viene eseguito prima Soldier’s Song, l’inno della repubblica.

Riccardo Riccardi

Chiese e parrocchie riceveranno 9 milioni di euro dalla Regione Fvg. La Giunta regionale ha infatti deliberato uno stanziamento complessivo di 450 mila euro l’anno per vent’anni (a cui per il 2011 si aggiungono contributi “una tantum”  pari ad 80 mila euro) per lavori di costruzione, ristrutturazione, ampliamento e manutenzione straordinaria degli istituti di culto delle province di Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone.

Tutto è partito da una proposta di Riccardo Riccardi, assessore ai Lavori pubblici e alle infrastrutture. Il quale spiega: “vogliamo sia intervenire a favore delle nostre chiese, che vogliamo continuino a rappresentare una delle testimonianze più forti per le comunità del Friuli Venezia Giulia e per i nostri valori sia offrire un ulteriore volano di reddito e di tenuta produttiva per il sistema delle imprese impegnate nel settore edile”. A beneficiare degli interventi saranno la chiesa cattolica, ma anche la tavola valdese, la comunità serbo-ortodossa e la comunità ebraica.

Nel frattempo, come dichiara la Presidente della Provincia di Trieste Bassa Poropat, gli edifici che ospitano le scuole di Trieste sono fra i più vecchi e inadeguati d’Italia: 7 stabili su 25 risalgono al 1800, mentre alri 8 sono stati costruiti prima degli anni ’50.

I valori e le comunità si riconoscono anche nella scuola pubblica. E per le scuole non c’è l’8 per mille.

Piazza Unità d'estate, quando non ci sono polemiche.

Un sindaco che cambia idea per colpa di Facebook. Questo è in sostanza il succo dell’Ansa uscita ieri sera, relativa alla decisione di Roberto Cosolini, sindaco di Trieste, di sostituire l’albero di Natale di piazza Unità con un altro albero. La decisione è stata presa dopo che da giorni va in scena online una bagarre causata dalla decisione dell’attuale amministrazione comunale di centrosinistra di modificare gli allestimenti natalizi.

Questo è il testo della petizione “Rivogliamo il Natale a Trieste” apparsa su Facebook:

Ricordate l’aria magica che si respira a Trieste durante il periodo natalizio? Quando girando per città vedevamo stelle luminose lungo le strade,alberi di natale in piazza unità,presepi in piazza della borsa…? Beh…da quest’anno tutto questo non ci sarà più…merito della giunta Cosolini che per ridurre le spese ha ben pensato da buon “Grinch” di toglierci via il Natale, piuttosto invece che a ridurre le spese (stipendi in primis) all’interno del Comune. 

Riporto il testo integrale del comunicato di Paolo Rovis: “Trieste: una piazza così non la vedrete più. A Natale niente alberi, niente luci, niente immagini catturate dai turisti che fanno il giro del mondo. La giunta Cosolini elimina il Natale dal centro città e anche dai rioni: solo qualche alberello qua e là. Vi diranno che c’è la crisi, che non vogliono spendere. Vi racconteranno una bugia: sarebbe stato di solo 40 centesimi a testa il costo degli allestimenti natalizi. Molto meno dello stipendio annuo di un dirigente esterno. Vogliono una Trieste come Berlino Est negli anni 70: triste, spenta, vuota.” 

Dimostriamo al sindaco il nostro malcontento per questa assurda decisione iscrivendoci a questa pagina e condividendola.

E’ difficile credere che Cosolini abbia veramente agito per le pressioni di Facebook. La petizione fino ad ora ha raccolto meno di 700 adesioni, un numero spaventosamente basso se si pensa che a Trieste vivono più di 200.000 persone. La protesta è però effettivamente nata sul social network, dove gli scontri online fra difensori e detrattori dei vecchi allestimenti natalizi sono guidati magistralmente dall’opposizione pidiellina. Ma se il sindaco uscente del Pdl Roberto Dipiazza era amato soprattutto per la sua predisposizione innata al contatto umano, quest’opposizione sembra aver scelto di portare avanti le proprie battaglie quasi esclusivamente online.

Sarebbe bello vedere i politici tornare a raccogliere firme per la strada e parlare con i cittadini invece che assistere a questo susseguirsi di accuse scagliate dall’alto dei loro profili di Facebook.

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